Visita all’ex miniera di carbone Cludinico
Cludinico Mine Tour - Mining Italy

L’escursione nell’ex miniera di Cludinico è un’esperienza molto particolare: l’impressione è quella di raggiungere una cavità naturale ma….

Scavata per molti anni da uomini che passavano intere giornate “sotto terra”, l’ex miniera di carbone racchiude anni di storia e di duro lavoro che serviva a portare sostentamento all’intero territorio circostante. Infatti, per quasi due secoli – dal ‘700 fino al 1956 – essa consentiva a migliaia di minatori di lavorare per poter portare in superficie l’unica fonte di energia conosciuta fino ad allora, prima che si esaurisse e portasse alla chiusura dell’attività. Il carbone estratto non veniva utilizzato solo per rifornire i paesi e le città più vicine, ma veniva trasportato in tutta la regione e anche al di fuori, grazie ad una linea ferroviaria dedicata.

Il paese di Cludinico ai tempi era un villaggio popolato dalle famiglie di minatori, con abitazioni e attività economiche, ma dopo la chiusura della miniera ha subito un drastico ridimensionamento. Negli ultimi anni la zona è stata riqualificata e nel 2008 è stato anche inaugurato il Museo dei minatori. Questo si trova in un edificio situato all’ingresso del paese che fungeva da magazzino. La riqualificazione del sito è stata anche possibile grazie alla preziosa collaborazione degli ex minatori e delle loro famiglie: fotografie, documenti e attrezzi del mestiere sono in gran parte stati donati da loro. Tutte queste testimonianze permettono di ricostruire la storia e la struttura della miniera e rendere la visita ancor più coinvolgente.  

La sede del Museo è il punto di partenza della nostra escursione e, dopo unbreve passeggiataarriviamo all’ingresso della miniera. Davanti a noi si presenta la tipica struttura delle cave minerarie che si vedono nei film del Far West: travi di legno verticali sovrastate da quelle orizzontali. Purtropponon ci sono più i binari su cui scorrevano i tipici carrelli per il trasporto del materiale, ma durante la visita non si stenta ad immaginarli. La miniera è completamente illuminatanoi abbiamo percorso circa 1 chilometro fino al giacimento minerario Cala D’OrTuttavia i cunicoli che venivano quotidianamente utilizzati da circa 1.600 operai si estendono nel sottosuolo per un totale di 150 chilometriLa miniera è composta da 3 principali siti minerari: Cala D’Or, visitabile durante l’escursione, Vareton e Rio Malon

Le pareti rocciose sono completamente annerite dal carbone ma, nonostante possa sembrare strano, scopriamo che l’aria che si respira all’interno della miniera ha un altissimo livello di purezza e potrebbe essere utilizzata anche a scopi terapeutici. Oltre al colore caratteristico delle pareti, dentro abbiamo notato concrezioni calcaree dalle forme e colori molto suggestivi: su tutti prevale l’arancione e qua e là si possono osservare muffe bianche che sembrano dei soffici batuffoli. Ovviamente non è una cavità naturale e lungo il percorso si vedono chiaramente i segni dell’uomo, infatti, ci sono ganci, chiodi e tubi metalli che punteggiano le pareti della miniera. La guida lungo tutto il percorso spiega ciò che incontriamo: dalla conformazione delle rocce, alle concrezioni calcareealle parti di ferro inserite dai minatori per sostenere le rocce o per altro utilizzo. 

Una volta terminata la visitausciamo in mezzo al bosco e finalmente rivediamo la luce. È molto difficile immedesimarsi in chi passava quasi l’intera giornata rinchiuso nella miniera senza mai vedere la luce del sole. Questa visita è senz’altro molto interessante, non tanto per la struttura della miniera, quanto per tutto ciò che essa racchiude. Quasi due secoli di famiglie di minatori che si sono susseguite a Cludinico, un piccolo paesino delle montagne friulane, per portare risorse energetiche a tutto il territorio circostante, con uno dei mestieri considerati tra i più pericolosi e faticosi. E pensare che adesso è luogo di visite e di un museo, non può che fare onore a questmigliaia di minatori che lì si sono susseguiti.