Una Vita tra la Roccia Selvaggia – Intervista a Marco, Guida Alpina

Marco è una delle nostre guide alpine del Friuli Venezia Giulia che tra una via ferrata e una scalata sulla roccia fa riscoprire i dintorni di Trieste e della Val Rosandra in tutta la loro bellezza. Staccato il moschettone per un attimo, siamo riusciti ad intervistarlo per te!

Da quanto sei guida alpina?
Sono guida alpina dal 2012, quindi da sette anni.

In quali attività sei specializzato?
Essendo una guida alpina, sono specializzato in discipline sia estive che invernali. In particolate in estate pratico attività come l’arrampicata e la ferrata e in inverno attività che hanno a che fare con la neve e il ghiaccio, come lo sci alpinismo o l’arrampicata su ghiaccio.

Parliamo dell’arrampicata… da quanto la pratichi?
Pratico l’arrampicata da quando avevo 15 anni. Le prime uscite le facevo sulle falesie di Trieste, vicino a dove abito, e poi ho iniziato a muovermi anche in giro per l’Italia e l’Europa. Le uscite le svolgo sempre con amici con i quali ho girato dalla Francia alla Spagna, fino al Marocco, alla ricerca della successiva parete da scalare.

Come è nata questa tua passione?
Fin da piccolo, sono sempre andato in montagna con i miei genitori quindi ho da subito coltivato la passione per questo ambiente. Poi con l’avanzare del tempo volevo fare salite sempre più impegnative e per questo mi sono avvicinato all’arrampicata, appassionandomi ben presto a questa disciplina.

Cosa provi mentre arrampichi e cosa cerchi di trasmettere a chi viene con te?
Quando si arrampica, ci si distacca un po’ dalla realtà e si dedica il 100% a ciò che si sta facendo.

L’arrampicata aiuta ad allontanare tutte le preoccupazioni e i pensieri… è un’attività abbastanza totalizzante. Al di là dell’attività poi cerco di trasmettere la passione per l’aria aperta, per la curiosità e la scoperta e cerco di non focalizzare l’attenzione sull’arrampicata in sé come attività fisica.

Alle persone che arrampicano con me, cerco di spiegare l’attività come una scusa per uscire dalla quotidianità e dalla vita ordinaria, un modo per fare qualcosa di nuovo che le spinga a conoscere qualcosa in più.

In che luoghi hai arrampicato e qual è il luogo che preferisci?
Il luogo a cui sono più legato sono le pareti di arrampicata nei dintorni di Trieste, come la Napoleonica e la Val Rosandra, luoghi che frequento da sempre.

Ho anche viaggiato molto e durante questi viaggi ho potuto vedere e scalare in luoghi bellissimi quasi mitici, come le gole del Verdon, in Francia, un canyon scavato da un fiume con pareti di anche 400 metri. Comunque, mi piace tornare nelle pareti vicino a casa, luoghi a cui sono più legato emotivamente piuttosto che alla spettacolarità del posto.

Sei anche guida di vie ferrate…da dove è nata questa passione?
Ho praticato questa attività fin da bambino con i miei genitori. Le vie ferrate sono un mix tra l’arrampicata e il trekking, perché rendono accessibile un percorso di arrampicata su roccia attrezzandolo con un cavo metallico e ganci in ferro. Quindi è un modo per rendere fruibile una parete da arrampicata ad un pubblico che non sa nulla di questa disciplina e non ha competenze alpinistiche.

L’attività è anche adatta a principianti? Quali sono le raccomandazioni che dai?
I percorsi che propongo a Trieste sono adatti anche a principianti e si possono aggiungere poi delle varianti che possono rendere più impegnativa l’escursione. In Val Rosandra ci sono comunque vie ferrate anche più impegnative con la parete più liscia e verticale. Il percorso, comunque, viene sempre scelto in base ai partecipanti e se hanno esperienze pregresse o no.

Il consiglio che dò sempre è di dotarsi di un paio di guanti con il palmo gommato per tenersi sul cavo metallico e comodi per manovrare i moschettoni e di indossare calzature idonee a camminare su terreno roccioso (no sneakers o scarpe di tela). Inoltre, è sempre bene non indossare zaini ingombranti.

Durante l’attività è poi importante non stare in più persone nello stesso tratto di cavo e aspettare che la persona davanti superi quel tratto. Se si è in un gruppo numeroso, bisogna anche prestare molta attenzione a non muovere sassi che poi potrebbero finire sulle altre persone. Infine, le vie ferrate vanno evitate durante temporale perché i cavi in metallo propagano la scarica elettrica. Queste indicazioni vengono comunque tutte fornite durante il briefing prima dell’attività

Le attività che pratichi sono in completo contatto con la natura… qual è la loro unicità?
Le attività che pratico hanno una componente sportiva, con una tecnica ben specifica, ma non sono solo attività fisica. Praticare queste attività sono un modo per visitare un determinato posto e viverlo da un altro punto di vita.

Sono attività che aprono la mente, ti rendono altre cose relative e più cosciente di quanto piccolo e grande sei allo stesso tempo e ti fanno riflettere su te stesso e sulla vita in generale. Sono attività che ti riempiono talmente tanto l’anima che riesci a dare meno importanza a cose superficiali a cui magari prima prestavi troppa attenzione.

 

Grazie a Marco per il tempo che ci ha dedicato!

Ora ti aspetta a Trieste per una divertente scalata!