Rafting tra i fiumi del Friuli

È una calda giornata di aprile, stagione adatta per provare un’escursione in Rafting!!! Si parte presto e si prende la strada verso le montagne, hanno ancora le cime innevate, ma la temperatura esterna è ben lontana dall’inverno. La primavera è il periodo più adatto per fare questa attività proprio perché le ultime nevi si stanno sciogliendo e vanno a rinvigorire i fiumi rendendoli facilmente navigabili.

Il Tagliamento è il fiume friulano protagonista di queste escursioni, con il suo ampio alveo e una portata costante tutto l’anno, è ideale per “affrontarlo” con il Raft!!! Vengono proposti due rafting sul Tagliamento, una da Ospedaletto a Gemona, sul tratto alto del fiume, il secondo dal ponte di Cimano a Ragogna, qualche chilometro più in basso.

Da Ospedaletto a Gemona…

Arriviamo al bar “Da Rico” e i meno mattinieri ne approfittano per un ultimo caffè prima della partenza. Lasciamo le auto al punto di arrivo e con il furgone raggiungiamo la partenza. Le guide stanno gonfiando i gommoni e ci spiegano anche i procedimenti per capire come funziona il gonfiaggio. Intanto ci danno le tute e calzari impermeabili, il giubbotto salvagente e il caschetto che ci raccomandano di non togliere mai. Inizia poi il briefing: ci spiegano come tenere la pagaia e come remare a seconda dei vari comandi che la guida ci darà durante la discesa. Terminato ciò, ci distribuiscono nei vari gommoni e li portiamo nell’acqua: assicuro che non sono proprio leggeri!!!

Qui il primo contatto con l’acqua: il livello arriva fin sotto alle ginocchia, ma con il caldo che ci tiene la tuta è veramente un toccasana!!! Saliamo a bordo, ognuno con una guida sul gommone e inizia l’avventura!!! Il tratto che facciamo va da Ospedaletto a Gemona ed è completamente circondato dalla natura.  Il sole illumina le azzurre acque del Tagliamento e le montagne si stagliano imponenti ai nostri lati.

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Bisogna pagaiare tutti assieme per procedere correttamente, ma basta seguire le indicazioni della guida e tutto viene in maniera automatica. Sui lati si alzano in volo dei piccoli uccellini mentre altri non si fanno intimorire dal gommone e rimangono indisturbati a scaldarsi al sole. Ad un tratto passiamo nel punto in cui il fiume Fella incontra il Tagliamento e lo spettacolo è davvero incredibile!!!

C’è una netta linea di separazione delle due acque nel punto in cui convergono, da un lato l’azzurro del Tagliamento dall’altro lo straordinario color smeraldo del fiume Fella! Una visione che solo via fiume è possibile avere e merita davvero ogni pagaiata! Procediamo con la navigazione e ci fermiamo a fare una pausa in mezzo a letto del fiume, dove l’acqua è bassa e i sassolini emergono dal fiume.

Da fermi, noto come la corrente del fiume sia potente e come il flusso delle acque cambi a seconda della lontananza o della vicinanza con le rive, infatti la guida decide quale flusso seguire a seconda della velocità che vuole far prendere al gommone. Dopo questa breve pausa, ripartiamo e il punto di arrivo è sempre più vicino. L’istruttore vuole movimentare la discesa e ci guida verso le onde e i salti e inizia il divertimento!!!

L’acqua ci bagna, ma non è un problema anzi ci dà una bella rinfrescata e la giusta energia per continuare a remare. Passiamo sotto un ponticello, e vediamo le nostre auto. Siamo arrivati ormai, stanchi e felici scendiamo tutti e alcuni approfittano per rimanere ancora un po’ in acqua prima di ritornare a casa.

 Dal Ponte di Cimano a Ragogna…

Come per il precedente tratto, lasciamo le auto al punto di arrivo, che è presso “Al Vecjo Traghet“, un ristorante con giardino sul gretto del fiume, un bellissimo posto anche solo per passare una giornata sul fiume in compagnia. Fa ancora caldo e, con le tute che abbiamo addosso, non vediamo l’ora di rientrare in acqua. Saliamo sul furgone e partiamo verso il Ponte di Cimano dove ci stanno già aspettando i gommoni. La strada è incastonata tra le montagne, con tornanti e curve e passiamo di fianco alla Riserva Naturale del Lago di Cornino, dove alcuni grifoni stanno volteggiando in aria specchiandosi nell’occhio smeraldino del lago. Arriviamo e subito si presenta una vista spettacolare!

Una schiera di montagne come a fare da guardia al fiume, si staglia all’orizzonte mentre di fronte a noi l’acqua ha due colori ben distinti. In questo tratto infatti, il torrente Arzino si immette nel Tagliamento e anche questa volta la distinzione è netta: l’azzurro cristallino dell’Arzino rende la valle quasi incantata. Prendiamo i gommoni e li mettiamo in acqua, finalmente ci possiamo rinfrescare!!!Partiamo subito, ormai abbiamo imparato le tecniche di navigazione e seguiamo bene la guida. La natura ci circonda ed è l’unica vera protagonista: i suoni e gli odori che sentiamo appartengono al paesaggio e, a parte i comandi della guida, il silenzio di ogni partecipante è spontaneo.

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Per movimentare la discesa proviamo a fermarci in qualche insenatura tra le rocce e a prendere qualche “morta”, zone in cui l’acqua è ferma ai lati del fiume. Facciamo una pausa al centro del fiume, in una zona dove sorge un fortino di guerra dismesso. Con noi c’è una guida appassionata di questi edifici bellici che ci racconta qualche aneddoto e ci fa fare un breve giro esterno del fortino. Racconta anche che l’edificio veniva raggiunto tramite una teleferica per superare il fiume e, infatti, da entrambi i lati ci sono ancora gli edifici di partenza, nascosti nel verde che si mimetizzano perfettamente con l’ambiente circostante. Dopo questa pausa ripartiamo e in questo ultimo tratto ci sono dei punti più agitati con delle piccole rapide che decidiamo di affrontare entusiasti!!!

Il gommone si piega e ci fa sobbalzare, ma rimaniamo tutti saldamente ancorati al gommone, tanto divertiti quanto bagnati. Adesso il fiume sfiora la roccia delle montagne che cade a picco sulle sue acque, il sole ormai è basso e manca poco al tramonto. Ultima curva e si sente un lontano vociare, in lontananza il ristorante di partenza. La riva è piena di gente che ha deciso di passare questa calda giornata di sole sul fiume ed è qui che effettuiamo l’attracco. Con le ultime pagaiate il gommone raggiunge la riva, ruota e si ferma. Scendiamo tutti e ci rilassiamo qualche minuto prima di sgonfiare i gommoni e mettersi qualche vestito asciutto.

Facciamo un ultimo sforzo, prendiamo i gommoni e li portiamo al parcheggio, dove verranno poi caricati sul carrello trainato dal furgone. Ormai “Al Vecjo Traghet” si è riempito di gente e di musica e alcuni di noi approfittano per finire la giornata in compagnia bevendosi una bevanda fresca all’aperto e soprattutto mettere sotto i denti qualcosa, dopo questa giornata di intensa attività fisica. Ormai sta venendo buio, carichiamo le ultime cose e prendiamo la strada verso casa. Salutiamo le montagne che diventano sempre più piccole alle nostre spalle sicuri di voler riprovare l’esperienza in un’altra occasione.