Intervista a Gianluca, Guida Alpina

Gianluca è la nostra guida di canyoning del Veneto. Con le sue avventure fa scoprire ai visitatori luoghi incontaminati delle Dolomiti venete. Tra un tuffo e una calata, siamo riusciti ad intervistarlo per te!

Da quanti anni sei guida di canyoning e guida alpina?
Sono guida alpina da 15 anni e di canyoning da 12, ma avevo già iniziato a praticarlo quando ancora non esisteva la specializzazione.

Come è nata questa tua passione?
Sono diventato guida alpina per lavoro. Amavo la montagna e ho cercato di trasformare questa grande passione in un lavoro. L’amore per il canyoning è nato per caso dopo, quando un giorno un mio collega mi ha chiesto di aiutarlo con un’uscita di canyoning. Ho ben presto realizzato che questo non era solo un lavoro per me, ma una vera passione. Ho scoperto un mondo che non si riesce ad immaginare da fuori, ma che si capisce solo vivendolo: il canyoning unisce il divertimento allo stretto contatto con la natura ed è questo che mi ha fatto veramente appassionare a questa disciplina.

Come sei diventato guida alpina?
Per diventare guida ho dovuto affrontare una selezione su tutte e quattro le specialità alpine (sci alpinismo, ice climbing, arrampicata, alta montagna) per poter accedere al corso. Quando si affronta la selezione, si è già un alpinista bravo, ma, durante il corso, ti insegnano a come condurre altre persone e a istruirle alla disciplina scelta. Il corso è composto da 120 giornate di formazione pratica e teorica in cui bisogna spostarsi su varie montagne, anche affrontando uscite di diversi giorni. Durante queste uscite ci si confronta con istruttori di altissimo livello e ci si ritrova a dover gestire qualsiasi situazione, ambientale e meteorologica e sotto pressione.

Come sei diventato guida di canyoning?
Per quanto riguarda il canyoning, è una specializzazione che viene fatta a parte, dopo aver fatto il corso per guida alpina. È necessario presentare il” curriculum” con percorsi di canyoning di alto livello, anche svolti autonomamente senza guida. Successivamente inizia il corso, durante il quale vengono insegnate le tecniche di accompagnamento, soccorso e autosoccorso. Le prime uscite comunque le ho fatte chiamato da altri colleghi o con amici, imparando a scendere nel canyon, a osservare il flusso dell’acqua ecc.

Sia la guida alpina che la guida di canyoning sono lavori che non si possono fare se non si ha una vera passione essendo la montagna un luogo che comporta un grande impegno anche a livello di tempo. Per lavoro vado in montagna e il mio tempo libero lo occupo andando… in montagna!

 

Dove pratichi principalmente il canyoning?
Lo pratico soprattutto sulle Dolomiti, vicino a casa mia, ma ogni tanto cambio zona o vado in esplorazione di nuovi canyon con amici. Fuori dall’Italia, solitamente mi sposto in Francia e in Corsica, ma ce ne sono molti in giro. Non ce n’è uno migliore dell’altro perché tutti hanno il loro fascino e il bello di avventurarsi nei canyon è che nessuno li può vedere finché non si è dentro.

In che discipline sei specializzato oltre al canyoning?
Oltre a quelle sopra citate sono anche specializzato in trekking e freeride. L’esatta dicitura è Guida alpina maestro di sci alpinismo.

Il canyoning che proponi è adatto a tutti o richiede esperienze?
Il canyoning che propongo è estremamente divertente e adatto a tutti quelli che si vogliono mettere in gioco. È divertente perché ci sono molti giochi d’acqua, salti e tuffi, ma non è un canyon banale perché mette alla prova e tiene in continuo movimento. Il canyoning poi è una disciplina estremamente coinvolgente perché è la persona che deve svolgere l’attività e non può delegare altri.

Ora parliamo di territorio, in particolare del Rio Maggiore, quali sono le caratteristiche principali di questo luogo?
Il Rio Maggiore ha le caratteristiche ideali per rendere il canyoning accessibile a tutti: non è difficile, ma neanche banale. È un canyon dinamico, nel quale si trovano sempre situazioni divertenti e nuove. Non ci sono mai tratti uguali ed è una continua scoperta: le forme delle pareti rocciose, i giochi di luce e di acqua per una completa immersione nella natura.

Perché è particolarmente adatto per praticare canyoning per la prima volta?
Il Rio Maggiore unisce perfettamente il lato sportivo al lato ludico ed è per questo ideale per la prima esperienza di canyoning. Inoltre, le persone che hanno inizialmente paura, accompagnante dalla guida, riescono ad affrontare tutta l’uscita perché… non hanno altra via d’uscita! Anche per questo motivo, il canyoning aiuta a superare le proprie paure e ad aumentare l’autostima.

Raccontaci un aneddoto simpatico che ti è capitato durante una tua uscita!
Un aneddoto molto simpatico mi è capitato un giorno mentre stavo facendo il briefing iniziale, con la descrizione di come si svolge l’uscita. Alla fine, un signore, molto attento e interessato alla spiegazione, mi chiede “Va bene, ho capito tutto… ma il gommone dov’è?”

Cosa consiglieresti a chi si avvicina per la prima volta al canyoning?
Consiglierei di non leggere e informarsi troppo, ma solo di godersi al meglio l’attività, scoprendola man mano lungo il percorso e appassionandosi ad essa.

Grazie Gianluca per il tempo che ci hai dedicato e ci vediamo alla prossima avventura di canyoning!