Intervista a Daniele

Daniele è uno dei nostri accompagnatori turistici del Friuli Venezia Giulia. Ogni periodo dell’anno è impegnato in qualche attività: in primavera, estate e autunno con le escursioni a cavallo e in inverno con le ciaspolate. Tra un’attività e l’altra, ci ha anche dedicato del tempo con questa intervista!

Da quanto sei accompagnatore turistico?
Ho iniziato a fare equitazione nel 2003 a 17 anni e successivamente ho seguito un percorso formativo in un maneggio. Ho deciso in seguito di aprire un maneggio e oggi sono accompagnatore turistico per turismo equestre.

Com’è nata questa tua passione?
Ho coltivato questa passione fin da piccolo perché il cavallo è sempre stato un animale che mi appassionava e mi incuriosiva. Poi ho sempre avuto il desiderio di aprire un’attività nel mio paese e quindi ho deciso di aprire un maneggio a Paularo per conciliare i miei desideri con la mia grande passione!

 

Come si diventa accompagnatore turistico?
Per diventare accompagnatore turistico bisogna frequentare per un periodo un maneggio per acquisire le basi per gestire le passeggiate a cavallo anche per principianti assoluti. Poi durante questo periodo si impara a scegliere i cavalli più adatti per il tipo di escursione che si vuole proporre, per esempio per le uscite che propongo io sono necessari cavalli più adatti a camminare in montagna e predisposti al lavoro. Successivamente sono riuscito ad ottenere il primo patentino di accompagnatore turistico anche grazie all’agriturismo che gestisco. Infatti, ho frequentato un corso di agriturismo che mi dava anche la possibilità di fare turismo equestre.

Perché ti piace lavorare con i cavalli?
Mi piace lavorare con i cavalli perché lo ritengo un ambiente sano e ancora selvaggio, che avvicina molto alla natura e all’ambiente. Gli animali, poi, ti insegnano anche a stare in contatto con le persone e ti insegnano a trasmettere la passione.

Le passeggiate che proponi sono adatte a tutti?
Il percorso che propongo è stato studiato più volte negli anni per dare la possibilità a tutti di svolgere l’uscita. All’inizio vengono fornite tutte le Istruzioni su come stare sul cavallo, vengono fatti dei “giri di prova” nel recinto e successivamente si parte per la passeggiata. Anche l’itinerario più lungo fino alla malga è studiato per principianti assoluti, grazie al sentiero molto largo e la completa sicurezza del percorso. Ovviamente poi bisogna sempre valutare il livello dei partecipanti e si adatta il percorso in base alla tipologia di esperienza richiesta.

Alcuni possono essere spaventati dalla maestosità del cavallo… cosa diresti a chi ha questa paura?
Alcune persone possono essere intimorite dal cavallo, ma avvicinandosi all’animale con tranquillità e conoscendolo meglio, anche grazie alla pulizia e alla sellatura che viene fatta all’inizio di ogni uscita, la paura sparisce. Le persone poi si rendono conto che il cavallo non è intimorito e di conseguenza ciò facilita molto l’esperienza.

Qual è la particolarità del territorio in cui pratichi queste attività e perché lo consiglieresti per una prima uscita a cavallo?
Paularo e, in particolare, la zona intorno al maneggio, è particolarmente adatta anche a una prima escursione proprio per la morfologia del territorio. Infatti, presenta luoghi molto belli e suggestivi, che si avvicinano molto allo stile country e che sono particolarmente adatti alla monta western. Sono luoghi che fanno riposare sia il corpo che la mente e tutto ciò rende l’esperienza ancora più suggestiva.

A proposito di territorio… qual è il posto più bello che hai attraversato a cavallo?
Ho girato molto con i cavalli, soprattutto la Carnia. Qui ci sono luoghi bellissimi e posti unici nel loro genere che mi risulta difficile sceglierne uno. Sono particolarmente affezionato a un altopiano a Paularo sul confine con l’Austria, completamente desolato e che dà l’impressione di tornare indietro nel tempo in un vecchio film western.

Che consiglio daresti a chi si vuole avvicinare a questo mondo?
Consiglierei di non aver fretta di fare le cose perché tutto ha il suo tempo. Non bisogna avere la pretesa di affrontare subito uscite difficili e di saper cavalcare perfettamente da subito. Lavorare con i cavalli è un mestiere che richiede pazienza, costanza e soprattutto una grande passione.

Non sei solo accompagnatore turistico, ma anche maestro di sci alpinismo. In particolare, sul Monte Zoncolan, fai delle bellissime ciaspolate! Perché la consiglieresti come prima esperienza sulle ciaspole?
Il percorso che propongo con le ciaspole è molto interessante perché è completamente immerso nel bosco e quindi si entra in un ambiente quasi fiabesco. Particolarità di questo itinerario sono le statue in legno rappresentanti personaggi fiabeschi che ricordano le leggende del paese. Il bosco, il cielo stellato e i personaggi fiabeschi che si fanno vedere solo di notte rendono l’esperienza ancor più unica e indimenticabile. Quindi oltre ad aver affrontato una divertente ciaspolata, i partecipanti tornano a casa con un bagaglio di conoscenze.

Perché consiglieresti una ciaspolata notturna per vivere la montagna?
Di notte regna il silenzio e si sentono rumori che di giorno sembrano non esistere. Poi con la luna che si riflette sulla neve, il paesaggio diventa ancor più magico e avventuroso. Ciaspolare di notte è un’esperienza molto più suggestiva e di completa immersione nella natura e nell’ambiente montano.

Grazie Daniele per il tempo che ci hai dedicato! Le sue avventure ti aspettano!