Intervista a Claudio Salvalaggio
Claudio - Canoa/Ciaspolate

D: Da quanti anni sei guida naturalistica?
R: Adesso sono 9 anni, nel 2019 festeggerò un decennio!!!

D: Da dove è nata questa tua passione?
R: In generale sono sempre stato un grande appassionato della natura e ho potuto coltivare questa passione grazie agli Scout. Ho praticato lo scautismo per molti anni da ragazzo e da capo e ciò mi ha consentito di avvicinarmi alla natura, permettendomi di capire che il mio interesse poteva servire a coinvolgere anche altre persone.

Canoa e Rafting

Canyoning Rio COSA Friuli Venezia GiuliaD: E poi hai deciso di fare della tua passione un lavoro e sei diventato guida di canoa e di rafting?
R: Mi sono avvicinato a queste attività, in particolare alla canoa, quando nel 1992 ho avuto la possibilità di partecipare sempre con gli scout a un gemellaggio in Slovenia durante il quale ci hanno proposto un’escursione in kayak. In quell’occasione mi sono innamorato della canoa e poi, sempre grazie agli scout, ho avuto l’opportunità di costruire una zattera e il mio primo kayak, e ciò ha alimentato ancor più di più la mia passione. È una passione che ho sempre coltivato per conto mio, non sono mai stato un atleta o un agonista, per me è sempre stato un piacere, mai una gara. Una volta guida naturalistica, ho completato l’iter di formazione diventando, nell’ordine, istruttore di kayak, di canoa canadese e per ultimo di rafting.

D: Qual è la differenza tra canoa e kayak?
R:  In italiano sono entrambe canoe. Con canoa si intende più spesso quella canadese, che è aperta e può essere sia da una persona che da due o da tre. Il kayak invece viene usato per indicare la canoa groenlandese. A differenza di quelle canadesi, sono canoe chiuse nelle quali ci si infila dentro e non entra l’acqua. Il kayak poi si distingue in quello da fiume e quello da mare: il primo è più corto perché deve essere più maneggevole durante la discesa, il secondo invece è più lungo (raggiunge anche una lunghezza di una canoa da tre anche se è per una singola persona) perché deve mantenere la rotta e una buona velocità di crociera.

D: Personalmente quale delle due attività preferisci e perché?
R:  Essendo molto alto preferisco la canoa canadese per questioni di spazio. La preferisco per la sensazione di libertà e per il fatto che posso caricarla di ciò che voglio, per esempio la macchina fotografica o la griglia e presto anche mia figlia appena saprà stare a galla!

D: E ora un po’ di curiosità… qual è l’episodio che più ti è rimasto nel cuore durante un’escursione in canoa?
R: Ne ho molti, sicuramente il varo dei kayak che ho costruito con le mie mani è sempre un momento molto bello, oltre a quello scout che dicevo prima, otto anni fa ne ho completato anche uno in legno e vetroresina con cui ho traversato tutta la laguna da Grado a Marano. Forse, però, quello più affascinante è stato in Canada dove ho studiato per un semestre all’Università della British Columbia. Durante un corso intensivo nella foresta sperimentale dell’università ci era permesso pagaiare sul lago dove si affacciavano i nostri chalet e lì ho potuto condividere l’acqua con un affaccendato castoro, sembrava un sogno!

Canyoning Rio Pielungo Friuli Venezia GiuliaD: E quello più divertente?
R: È stato sul Tagliamento. Avevamo messo sulla stessa canoa tre ragazzi molto robusti e, scendendo una parte con acqua mossa, le onde hanno iniziato a entrare nella canoa e ad aumentare via via il peso dell’imbarcazione che inevitabilmente si abbassava sempre di più accogliendo ulteriori onde… Per farla breve, sembrava di vedere un sottomarino in lenta e inesorabile immersione.  Nessuno si è fatto male, anzi, l’acqua era fresca, la giornata calda, ci siamo fatti una risata e siamo ripartiti.

D: Hai mai avuto a che fare con situazioni rischiose?
R: Il rischio è connaturato con l’ambiente naturale, non esiste attività a rischio zero. Bisogna imparare a prevenirlo e se qualcosa di imprevisto accade gestirlo nel migliore dei modi. Una volta durante una escursione mista con rafting e canoe, un ragazzo vedendo che la sua canoa stava imbarcando acqua, invece di lasciarsi galleggiare e avvicinarsi alla riva dove il resto del gruppo si stava riunendo, ha deciso di arrampicarsi su un albero sulla riva opposta. La canoa è stata recuperata facilmente. Il ragazzo invece, ormai spaventato come un gattino salito troppo in alto non voleva abbandonare la presa. Abbiamo pertanto raccolto tutte le guide e i partecipanti più forti e con il gommone siamo riusciti a posizionarci sotto di lui e ha potuto saltare sul morbido raft. Se non avessimo avuto il gommone? Avremmo trovato un’altra soluzione, ma il compito delle guida è lavorare con tutto quello che si ha a disposizione. C’è un gommone? Usiamo il gommone. Non c’è? Si va con la canoa sulla riva opposta e si sale sull’albero con il ragazzo stesso.  Non si sta lì a lamentarsi “accidenti se avessi un gommone adesso” …

Canyoning Rio COSA forra Friuli Venezia GiuliaD: Le guide sono fondamentali per queste attività…se dovessi dare un consiglio a una futura guida cosa gli diresti?
R:  Alla futura guida consiglierei senz’altro di non tralasciare alcun dettaglio anche su un percorso fatto molte volte e che si conosce a memoria. Inoltre, un altro elemento fondamentale è quello di tenere la mente sempre lucida, anche nei momenti di crisi o in cui accadono imprevisti, cercando di prevenire i problemi prima che si presentino. Con l’obiettivo chiaro nella mente, essere elastici, adattarsi e raggiungere lo scopo. 

D: Le attività che proponi sono adatte a tutti?
R: Tendenzialmente sì, poi si cerca di trovare sempre l’itinerario più adatto se ci sono richieste specifiche o persone con particolari capacità fisiche.

D: E ora parliamo del territorio… a bordo del gommone e soprattutto delle canoe, navighi diverse acque del Friuli Venezia Giulia, tra fiumi, laghi e lagune, se dovessi descrivere la nostra Regione in poche parole cosa diresti? 
R:  lI Friuli Venezia Giulia ci permette di svolgere moltissime attività anche diverse tra di loro e ciò è una caratteristica che molte altre regioni non possono vantare. Anche per la stessa conformazione della regione: a pochi chilometri di distanza si possono incontrare le bianche scogliere di Duino o l’enorme canyon della forra del Cellina, si può fare snorkeling attorno a Miramare o scendere il Tagliamento primaverile rombante di acqua di disgelo. Le prospettive si ribaltano e la canoa, il kayak o il gommone ti mettono al centro di tutto, del fiume, del lago, anche del golfo, quasi. Vedere le cose dal centro è molto diverso che guardarle dalla sponda.

Canyoning Rio Pielungo - Rio Gasparini FriuliD: C’è un luogo che preferisci tra tutti quelli che navighi?  
R:  Per la mia storia personale il Fiume Stella, perché è il fiume su cui sono nato, e la Laguna di Marano per la pace e il silenzio che vanta questo luogo. 

D: Perché consiglieresti di provare la prima esperienza in canoa o in rafting sul nostro territorio?
R:  Perché se è la prima esperienza vale la pena farla in un posto bello!!! Non abbiamo percorsi difficili e tutti quelli che abbiamo battezzato alla canoa o al gommone sono rimasti entusiasti e lo si vedeva dai loro occhi. Qualcuno ha anche superato i propri limiti e timori, pensava magari di non farcela e invece ha concluso l’attività senza problemi, con un grande successo personale, magari imparando qualcosa che non sapeva sulla fauna e la flora e con paesaggi adesso stampati nella memoria che non credeva potessero esistere in Italia. 

Grazie Claudio per il tempo che ci hai dedicato e per tutte le curiosità a cui hai risposto. Verremo a trovarti molto presto!