Il volo in parapendio biposto: intervista a Mauro

Iniziamo spiegando come si svolgono i voli in parapendio biposto…

Viene concordato con il cliente un orario e un punto di ritrovo, di solito a Gemona oppure al punto di atterraggio a Bordano. Quando il cliente arriva beviamo un caffè insieme per conoscerci, per “rompere il ghiaccio” e firmare le liberatorie. Durante i primi minuti di chiacchierata, ci accorgiamo subito se una persona è un po’ agitata: generalmente nel momento in cui ci si approccia allo sport estremo, viene fuori il vero carattere delle persone.

Poi si parte con il bus navetta dal punto di atterraggio verso il decollo. Salendo in navetta parliamo del più e del meno, di solito le persone sono curiose di sapere tutto quello che succederà. Noi diamo qualche informazione, ma il briefing vero e proprio viene fatto sul punto di lancio. Raggiunto il decollo, scarichiamo tutto, il pilota inizia a preparare l’attrezzatura a terra ed entriamo nei dettagli più “tecnici”. Facciamo indossare al passeggero l’imbracatura e il casco, noi facciamo lo lo stesso e poi ci connettiamo simulando quella che sarà, pochissimi minuti dopo, la fase di decollo vera e propria.

Parapendio Biposto

Come si decolla in parapendio?

Il decollo in parapendio è una cosa molto semplice: non è richiesta prestanza fisica o preparazione atletica in quanto si tratta di alcuni passi di camminata veloce o corsetta.

La gestione della vela e tutte le fasi del decollo sono totalmente affidate al pilota. Il passeggero deve soltanto rimanere in piedi, camminare o fermarsi al comando dell’istruttore oppure cominciare a corricchiare nel momento in cui gli viene richiesto.

Quindi, il pilota dà il comando “3-2-1…via!”, al via si fanno alcuni passi di camminata mentre la vela sale sopra la testa. Successivamente il pilota controlla che la vela sia ok e si inizia a correre (5-6 passi) per decollare. A questo punto il passeggero si trova già seduto nell’imbracatura abbastanza comodamente. Si finisce la regolazione di seduta del passeggero in modo che stia comodo nella seduta e poi si vola per 30-40 minuti.

Quali sono i compiti del passeggero durante il volo?

Il passeggero non deve fare assolutamente niente mentre siamo in volo. Rimane comodamente seduto rilassato e si gode il panorama. Può parlare con noi istruttori che siamo dietro la sua schiena e farci richieste, chiederci informazioni, soddisfare le sue curiosità. Durante il volo noi facciamo anche le foto e i video – il passeggero può portare la sua macchina fotografica o il cellulare, che verranno ovviamente legati con un cordino.

Poi quando ci si appresta ad atterrare, se il passeggero lo desidera, può anche provare a pilotare il parapendio. Gli facciamo utilizzare i comandi e può cimentarsi con le virate perchè in fase di atterraggio l’aria è molto tranquilla e non ci sono pericoli.

E come si atterra?

Quando stiamo arrivando verso l’atterraggio, iniziamo la spiegazione delle poche e semplici manovre che serviranno: il passeggero dovrà soltanto far scivolare il sedere leggermente fuori dall’imbrago e riportarsi in posizione verticale (praticamente in piedi). Anche durante l’atterraggio, il pilota prepara il passeggero al contatto con il terreno con il comando “3-2-1”.

Si arriva molto lentamente, si fanno alcuni passi di camminata veloce in avanti per far cadere la vela dietro alle spalle e poi ci si ferma.

L’atterraggio è veramente dolce e lento, diversamente dal paracadutismo in cui la vela è molto più piccola e si raggiungono velocità di volo molto più elevate. Se quando siamo in atterraggio c’è un po di vento contro, atterriamo addirittura da fermi.

Finito il volo?

Finito il volo il pilota ripiega tutta l’attrezzatura e poi andiamo a bere qualcosa insieme per parlare dell’esperienza e scambiarci le foto. Al bar troviamo tutte le persone che hanno volato con noi: normalmente si vola sempre in gruppo: spesso in aria siamo 3-4 biposti e  6-7 piloti singoli, uno spettacolo in aria. 

Mi dai qualche informazione tecnica sul volo in parapendio?

Il parapendio è fatto solo di stoffa e cordini, non ha una struttura portante rigida come l’ala di un aereo. Quando la vela si gonfia con l’aria, assume la forma di profilo alare e genera portanza, che è ciò che consente la planata. Il parapendio è un’ala che plana con un rapporto di 1:8 – un metro di caduta in verticale ne genera 8 in avanti – quindi una planata molto dolce. Il volo in parapendio non è però solo una semplice discesa. E’ un vero e proprio volo perchè, oltre a planare, possiamo sfruttare le ascendenze generate dal vento e guadagnare quota in prossimità dei pendii delle montagne.  

Mi spieghi come funzionano i due “cordini” (o comandi)?

Sono i freni del parapendio. Sono due cordini che salgono verso la vela e sono collegati a due maniglie. Noi abbiamo queste maniglie in mano e quando tiriamo la destra andiamo a destra, quando tiriamo la maniglia sinistra andiamo a sinistra.

Il pilotaggio quindi, oltre ad essere molto semplice, è anche molto preciso; non ci facciamo trasportare dal vento, non siamo mongolfiere, abbiamo la possibilità di scegliere dove e come andare. E’ a tutti gli effetti un un mezzo pilotabile con molta precisione, soprattutto in fase di atterraggio. 

Sfatiamo qualche mito: è possibile precipitare durante un volo biposto?

Quasi impossibile. Soprattutto nei voli in tandem, la struttura del parapendio è talmente sovradimensionata che non si può rompere. Inoltre, l’aria ha lo stesso comportamento di un liquido, ha solo meno densità. Questo significa che una vela, un parapendio che vola, non può precipitare nel vuoto. I vuoti d’aria non esistono in natura; si possono trovare differenze di movimento dell’aria, ma non vuoti d’aria – ad esempio, se passiamo da una zona di aria che sale a una zona di aria che scende, per un attimo ci sentiamo più leggeri, ma la vela comunque continua a volare.

Comunque, come ulteriore rassicurazione, ti dico che c’è un paracadute di emergenza che ha la funzione di portare a terra incolumi pilota e passeggero.

E’ possibile che due parapendii che volano vicini si scontrino?

Direi di no. Il pilotaggio del parapendio è molto preciso e poi ci sono delle regole per il traffico in aria, proprio come sulle strade.

E’ possibile che il parapendio si scontri con gli uccelli?

E’ molto difficile perchè, anche se è possibile che si verifichi una situazione in cui un parapendio vola circondato da 50 uccelli, questi non si avvicinano troppo, mantengono sempre una certa “distanza di sicurezza”.

Esiste il “mal d’aria”?

Il movimento del parapendio richiama un po’ quello di una barca. Il “mal d’aria” si manifesta di solito dopo la mezz’ora di volo, quindi non è un problema nei voli in tandem perchè durano 30-40 minuti in totale. Inoltre voliamo al pomeriggio o quando/dove le condizioni aerologiche sono più tranquille. Se ad esempio siamo sotto la montagna per trovare l’ascendente per salire e rendere il volo un po’ più movimentato e ci accorgiamo che i passeggero inizia ad avere qualche problema, usciamo dalla montagna, il volo diventa immediatamente più dolce e il problema si risolve.

Parliamo della vostra Associazione: Volo Libero Friuli

Volo Libero Friuli è nata nel 2010 dall’incontro di alcuni piloti che volevano dare nuova vita al volo libero nella zona di Gemona. In quasi dieci anni abbiamo implementato nuovi servizi come i voli in tandem e il servizio navetta per la salita al punto di decollo.  

Attualmente siamo 8 piloti tandem, questo ci permette di fare anche voli per gruppi, e poi ci sono tutti gli altri piloti – in totale siamo più di 100. In 7 anni abbiamo formato 70 nuovi piloti.

Che differenza c’è tra i piloti tandem e i piloti normali?

Un pilota di singolo che vola da alcuni anni e ha preso parte a corsi di sicurezza in volo di primo di secondo livello, può richiedere di fare il corso per diventare pilota di tandem.

Serve quindi un’abilitazione in più rispetto a quella che serve per volare in singolo – il pilota di tandem è un pilota avanzato rispetto a un pilota normale.

Spiegami un po’ come funzionano i corsi per diventare piloti

Si può partecipare a un corso di parapendio dai 16 anni in su con il consenso del genitore. Per quanto riguarda invece l’età avanzata, basta che la persona goda di buona salute.

La durata va dai 4 ai 6 mesi. Normalmente si svolge nei weekend – sabato e domenica – dalla mattina presto alle 16:00. Se piove e non si riesce a fare attività al suolo, si fa la parte teorica, che comunque è corposa.  Gli step del corso sono: attività in piano, poi in collina e poi voli alti dalla montagna.  Per poter sostenere l’esame finale bisogna aver effettuato 30 voli alti  e sapere bene tutta la parte teorica.

L’esame è costituito da una parte pratica in cui ci sono due istruttori, uno all’atterraggio e uno al decollo, che valutano proprio quello che sai fare – ti devono vedere decollare, fare un paio di manovre molto semplici in aria e atterrare in un’area prestabilita – e poi c’è un quiz teorico simile (come formato) a quello della patente di guida.

Conseguito l’attestato di volo, ci si può aprire un assicurazione personale e si può volare ovunque nel mondo nelle zone dove è permesso (non possiamo volare, ad esempio, vicino agli aeroporti).

Partecipate anche a gare con l’associazione?

Sì, certo. Ed essendo la nostra associazione prima di tutto un gruppo di amici, quasi una famiglia, quando facciamo le gare abbiamo tutto un bel gruppetto di persone che ci segue, ci aiuta e festeggia con noi.

Le gare che si terranno qui vicino a Gemona quest’anno sono la Coppa del Mondo di distanza che si svolgerà dal 23 al 30 giugno sul Monte Cuarnan e la Coppa del Mondo di acrobazia a cavallo di Ferragosto sul lago dei Tre Comuni.

Raccontami un paio di episodi carini di voli in parapendio biposto…

Le proposte di matrimonio sono sempre un’emozione. Un ragazzo ha regalato alla sua ragazza un volo in tandem e questa, all’atterraggio, si è trovata uno striscione gigante con la scritta “Vuoi sposarmi?”. Un altro ha prenotato due voli in tandem insieme, uno per lui e uno per la ragazza. In volo ha estratto un megafono e le ha chiesto di sposarlo.

Qual è stato il tuo volo più bello?

Il più bello in assoluto è stato qui in Friuli Venezia Giulia. Un giorno ho attraversato tutta la piana del Tagliamento e sono arrivato sul Monte Cuar. Ho guardato la parete e c’erano 30-40 grifoni appollaiati sugli scalini di roccia che, quando mi hanno visto, hanno iniziato a volare assieme a me tra due strati di nuvole. E’ stata una sensazione davvero incredibile, che può capitare solo in parapendio perchè non esistono mezzi (a motore) con i quali ci si riesca ad avvicinare così tanto agli uccelli in volo. Poi, tornando indietro, mi sono accorto che i grifoni erano tornati ad appollaiarsi sugli scalini di roccia e ho capito che erano venuti in volo solo per volare in mia compagnia.

Altri voli molto belli che mi ricordo sono stati sulle Dolomiti Friulane, alle Hawaii, in Nuova Zelanda… volare per me è sempre un’emozione!